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#47 – Come si fa a entrare in empatia? Ce lo spiega Emanuele Maria Sacchi ai microfoni di Radio Evolution Forum

 

Insieme a Emanuele Maria Sacchi, esperto di Carisma, Negoziazione, Persuasione e Comunicazione Competitiva, nonché trainer della Evolution Forum Business School, esploriamo la seconda maniera di entrare in empatia con il nostro interlocutore.

 

Lo intervista per noi Sara Serafini, che gli chiede:
«Buongiorno Emanuele, qual è un altro modo (rispetto a quello di cui ci hai parlato la volta scorsa) per entrare in empatia con la persona con cui stiamo parlando?»

«Nella puntata precedente abbiamo visto insieme quanto sia fondamentale rispecchiare la postura del cliente, oggi prenderemo in esame un aspetto altrettanto importante per entrare in empatia, ovvero il rispecchiamento del “verbale” del cliente, il suo modo di parlare.
Ad esempio, cisonopersonecheparlanovelocissimesembraquasichenonrespirino, e quando incontri una persona del genere ti viene un po’ di ansia, vero?
Il problema è che se tu rallenti, all’altro stai un po’ antipatico, perché le persone che parlano velocemente apprezzano le persone che fanno altrettanto.
Quindi se ti trovi davanti una persona che parla più velocemente di te, il consiglio è molto semplice: accelera il più possibile il tuo modo di parlare… se vuoi entrare in empatia!
Poi ci sono persone che quando parlano, parlano molto lentamente, con tantissime pause; quelli che dicono: “Mah… a volte… come dire…”, ecco, quando incontri un bradipo (io personalmente sclero!), l’istinto potrebbe portarti ad accelerare, solo che se tu acceleri è peggio, perché il bradipo si ferma!
Quindi le persone che parlano lentamente apprezzano quelli che fanno altrettanto.
Se il tuo obiettivo è entrare in empatia con loro, devi dare un piccolo sforzo. Del resto la prima impressione è quella che conta, devi rallentare il più possibile.
Se poi una persona usa come intercalare locuzioni come “come dire…”, cosa ti costa inserirne un paio (senza esagerare!!!) nel discorso?
Sei d’accordo con me che tra amici (= persone affini) c’è un linguaggio comune o un modo comune di parlare e rivolgersi agli altri?
Rispecchia il linguaggio del tuo cliente: se lui parla in dialetto, fallo anche tu.
Se usa un italiano forbito, cerca di usare il migliore italiano che conosci.
Il linguaggio è una grande porta di accesso all’empatia… e non devi rispecchiare il cliente per tutto il tempo, basta farlo all’inizio per fissare subito una buona prima impressione!»

Ringraziamo Emanuele Maria Sacchi per la sua chiarezza, il video è disponibile qui!

 

 

 

 

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