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La Collaborazione: che ruolo svolge e quali benefici apporta all’interno dei team di lavoro

Il nostro viaggio nel mondo delle Soft Skills (le qualità trasversali indicate dal World Economic Forum come le più ricercate dal mondo del lavoro) oggi giunge a una tappa importante, perché la Soft Skill che trattiamo in questo articolo va al di là di noi stessi e coinvolge le persone che lavorano insieme a noi.
La Collaborazione e la capacità di coordinarsi con gli altri rappresentano un asset aziendale preziosissimo in quanto fanno sì che l’ambiente lavorativo ne giovi in termini di mood, innovazione ed efficienza.

 

Cos’è, nello specifico, la Collaborazione?
Si tratta di una relazione sinergica tra due o più entità che lavorano insieme per produrre qualcosa di migliore rispetto a ciò che avrebbero prodotto singolarmente.

 

Occorre però fare una doverosa distinzione tra il coinvolgimento comunicativo all’interno di un gruppo di lavoro, e la Collaborazione vera e propria.
Facciamo un esempio: un conto è comunicare al team che il tal cliente la prossima settimana farà visita all’azienda, un altro conto è collaborare alla creazione di una presentazione aziendale che coinvolga tutto il team, da presentare al cliente al suo arrivo.

La Collaborazione, per chiamarsi tale, deve essere fattiva, concreta.

Quali sono i benefici di un sano e reale rapporto di collaborazione?
I benefici spaziano dall’umore e dall’atmosfera che si crea nell’ambiente di lavoro, alla velocità e l’efficienza con cui il team porta a termine i progetti.
Nei progetti stessi la Collaborazione produce un ottimo riscontro nella qualità del lavoro, poiché lavorando insieme le persone mettono a disposizione di chiunque sia coinvolto le proprie competenze, i talenti, le informazioni e le risorse che possiede… e tutto questo genera soluzioni per eventuali problemi riscontrati, nuove idee, intuizioni geniali e un sensibile miglioramento del know-how collettivo. Ciò significa che i benefici non sono solo appannaggio dell’azienda, ma anche dei singoli individui, che inevitabilmente scambiano l’un con l’altro e si arricchiscono vicendevolmente.

 

Da una ricerca eseguita da Google, emerge che il successo di un team non dipende dalle caratteristiche individuali ma dal modo in cui queste caratteristiche interagiscono tra loro, da quella che Gianluca Spadoni nelle sue aule chiamerebbe la “cross-fertilization”.

Un esempio imponente di collaborazione risultata geniale e rappresentata dalla Pixar, azienda di animazione digitale fondata da Steve Jobs con Edwin Catmull e John Lasseter; l’azienda mise a disposizione del suo team informatico e di quello artistico un open space in modo che i due diversi modi di pensare potessere influenzarsi positivamente l’uno con l’altro, per far sì che la tecnologia ispirasse l’arte, e l’arte ponesse nuove sfide per la tecnologia.

Il risultato di cotanta sinergia lo conosciamo bene tutti.

Concludiamo l’articolo con le parole di Franklin D. Roosevelt:
“Competere è molto utile, ma fino a un certo punto.
Collaborare, invece, è quella cosa che inizia quando finisce la rivalità.”

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